Top
  >  Viaggi   >  Europa   >  Cornovaglia: 10 imperdibili luoghi da vedere
wheal coates
La Cornovaglia è una contea peninsulare nel sud-ovest della Gran Bretagna. Il suo territorio è famoso per la straordinaria bellezza delle spiagge incontaminate, delle scogliere a picco sul mare dal colore blu cristallino, di vaste campagne verdi e delle coste frastagliate, costellate di pittoreschi villaggi di pescatori. Inoltre, la contea è una delle nazioni celtiche della Gran Bretagna con una sua bandiera, lingua e cultura.

CLIMA

Il clima della Cornovaglia è strettamente influenzato dalla vicinanza del mare. Venti forti e nebbie marine sono molto comuni e le precipitazioni sono frequenti. Le temperature sono calde in estate e miti in inverno, rendendo rigogliosa la vegetazione dell’intera contea.

ECONOMIA

Le risorse rurali forniscono le basi per l’economia. Le valli offrono ottimi pascoli per il bestiame da latte. L’ orticoltura è importante nei distretti costieri riparati, l’inverno mite incoraggia la coltivazione di colture particolari e il turismo fornisce la principale fonte di reddito, soprattutto lungo la costa.

UN PO’ DI STORIA

Il nome Cornovaglia deriva molto probabilmente dal nome tribale “Cornovii” che significa “popolo del corno” riferendosi alla loro posizione isolata in fondo alla penisola che ricorda per l’appunto la forma di un corno. Grazie alla presenza di importanti minerali metallici come lo stagno e il rame, i coloni preistorici della prima età del Bronzo crearono i primi veri insediamenti nella zona. Questi ultimi aumentarono di grandezza durante la successiva l’età del Ferro e la società rurale della Cornovaglia rimase sostanzialmente immutata, anche quando i Romani assunsero formalmente il controllo territoriale della penisola. In seguito alla caduta dell’Impero d’Occidente, la Cornovaglia fu governata per circa cinque secoli dagli Anglosassoni e il loro fu un periodo in cui la forte influenza religiosa (quella cristiana), diede vita ad un culto tutto particolare che caratterizzerà da quel momento, le pratiche religiose non solo della Cornovaglia, ma anche del Galles, dell’Irlanda e della Bretagna: il cristianesimo celtico.

In epoca medioevale, la Cornovaglia non era una contea inglese come tutte le altre. La cultura della gente comune rimase completamente diversa da quella dei loro vicini. Per esempio, parlavano ancora in Brythonic, una lingua cornica strettamente legata al gallese, si vantavano ancora di discendere da antenati britannici, piuttosto che sassoni e, fino alla metà del XVI secolo, possedevano ancora i propri stili di abbigliamento, il proprio folklore, i propri costumi di denominazione, le proprie pratiche agricole e i propri giochi e passatempi. Dall’inizio del periodo Tudor in poi, quasi tutti accettarono il fatto che i Cornici erano un gruppo etnico separato. Ma a partire dal secolo successivo, quando la gente comune della Cornovaglia orientale abbandonò gradualmente la loro lingua originaria a favore dell’inglese, il Brytonic era parlato solo dalle comunità più occidentali della penisola. Fu la conseguente Riforma linguistica a dare il colpo di grazia, quando fu emanata una legge che rese l’inglese idioma ufficiale della chiesa d’Inghilterra. Nel 1700, c’erano solo 5000 parlanti cornici rimasti e la maggior parte di loro viveva nelle parrocchie costiere, tra Lizard e Land’s End. Oggi i Cornishmen e le donne parlano versioni rivitalizzate dell’originale lingua Cornica.

polperro

porto di Polperro

pescatore a Polperro

pescatore a Polperro

In un weekend di fine giugno, ho proposto al fidato fotografo Giuseppe di andare alla scoperta di questa meravigliosa contea selvaggia e così abbiamo visitato diversi luoghi degni di nota, tra cui:

#1 POLPERRO

La nostra prima tappa è stata questo carinissimo villaggio di pescatori le cui strade pittoresche e graziose sono tanto strette da vietare la circolazione delle auto; per cui il modo migliore per esplorare il villaggio è a piedi. Infatti abbiamo camminato lungo una stradina in discesa entrando quasi in punta di piedi nel cuore del paesino fino al piccolo porto in granito, luogo in cui si trova una piccola insenatura alla foce del fiume Pol. Il tutto è molto curato e accogliente grazie alla presenza, lungo le colline, di case con i tetti in ardesia abbellite dalle colorate finestre, dei numerosi cottage e delle artistiche botteghe di artigianato. Camminando in questo villaggio non passa di certo inosservata la Shell House, una particolare abitazione la cui facciata è stata interamente ricoperta di conchiglie nel 1937 da Samuel Puckey, un anziano pescatore.
Tutte le stradine confluiscono nel porto da dove partono delle escursioni in barca alla scoperta della piratesca storia di questo tratto di costa. Dovete sapere che questa tranquilla baia di pescatori, un tempo, era un centro fiorente per il contrabbando della zona: Polperro, durante il XVIII e l’inizio del XIX secolo, era noto per la presenza di numerosi contrabbandieri i quali erano soliti nascondere carichi illeciti di gin, brandy e balle di tabacco in alcune grotte nelle vicinanze del villaggio oppure in segretissimi nascondigli nell’entroterra. Per capire meglio questa storia, a Polperro potete visitare il Polperro Heritage Museum of Smuggling and Fishing, all’interno del quale potete trovare diversi reperti e fotografie sul contrabbando e la pesca.
villaggio di Polperro

villaggio di pescatori di Polperro

villaggio di pescatori di Polperro

villaggio di pescatori di Polperro

#2 KYNANCE COVE E LIZARD POINT

Da Polperro ci siamo spostati verso Kynance Cove ubicata sulla penisola di Lizard. Questo luogo è un piccolo gioiello nascosto, divenuto popolare in epoca vittoriana e famoso nella nostra era contemporanea grazie alle tantissime fotografie che ogni anno vengono scattate qui. Per raggiungere Kynance Cove dovete lasciare la macchina in un parcheggio poco lontano; da qui inizia il sentiero che vi condurrà al cospetto di uno spettacolo mozzafiato, prodotto dal contrasto tra la spiaggia di sabbia bianca, le scure rocce serpentine coperte di verde e l’azzurro del mare cristallino. Quando c’è la bassa marea è possibile esplorare le grotte e le isolette vicine e, in una bella giornata soleggiata puoi pensare anche di fare il bagno. Inoltre, vicino alla spiaggia si trova una caffetteria che vende pastries, panini freschi, torte fatte in casa e altre delizie.
Dopo aver esplorato la baia, siamo ritornati al parcheggio e abbiamo percorso il sentiero verso Lizard Point, il punto panoramico più meridionale della Gran Bretagna. La passeggiata prosegue in su e in giù, tra immensi prati verdi e scalini rocciosi fino a una serie di insenature dove i torrenti sfociano in mare. Inoltre lungo il percorso, nel periodo estivo, è facile trovare fiori di varie tonalità, dalla ginestra gialla all’erica della Cornovaglia. Passo dopo passo, siamo arrivati infine a Lizard Point, dove è possibile visitare il faro.
Kynance cove

Kynance Cove

penisola di Lizard

penisola di Lizard

#3 ST MICHAEL’S MOUNT

Mentre stavamo andando in macchina verso la città di Marazion, ci è saltata all’occhio un’isola che troneggiava sul mare e per un attimo abbiamo pensato di essere in Francia. Infatti questo posto è la copia più piccola del gemello francese Mont Saint-Michel in Normandia, e si presenta con le stesse caratteristiche: quando la marea è bassa l’isola è collegata alla terraferma tramite un’antica stradina acciottolata, mentre quando la marea è alta la strada scompare e per raggiungere l’isola vi occorrerà una barca. Questo luogo prende il nome dall’arcangelo Michele che, secondo la leggenda, è apparso qui a un gruppo di monaci benedettini e per questo i fedeli, per rendergli omaggio, decisero di costruire un’abbazia che nel corso dei secoli ha subito varie modifiche finchè da luogo di accoglienza per i pellegrini venne riconvertita in una fortezza in cui è possibile ammirare l’antica cappella del dodicesimo secolo, ancora usata per le funzioni domenicali. Oltre al castello, è possibile visitare gli splendidi giardini o camminare per gli stretti vicoli e assaporare lo stile di vita dei pochi abitanti rimasti. Io e Giuseppe siamo stati fortunati, perchè abbiamo trovato la bassa marea e abbiamo potuto raggiungere l’ingresso dell’isola agevolmente.
st michaels mount

St. Michael’s Mount

st michaels mount

St Michael’s Mount

#4 MINACK THEATRE E PORTHCURNO

Non potevamo non fermarci alla spiaggia di Porthcurno, considerata tra le più belle del Regno Unito. Un posto paradisiaco, incastonato tra alte scogliere di granito con la sua sabbia bianca bagnata da un mare dalle cinquanta sfumature di azzurro, dove la natura è la protagonista indiscussa. Dalla spiaggia siamo saliti attraverso una ripida scalinata, accompagnati dal forte vento, per arrivare in vista di uno dei teatri all’aperto più spettacolari del mondo, costruito a picco sulle scogliere. A prima vista potrebbe sembrare di epoca romana o greca, invece è stato costruito solo nel 1932 dall’ idea di una donna strepitosa: Rowenda Cade. Nel 1929 rimase colpita dall’opera Sogno di una notte di mezza estate, e decise di portare l’opera nel giardino di casa sua sfruttando così lo splendido scenario naturale e con l’aiuto di due soli uomini, nel giro di sei mesi, costruì il palco e qualche posto a sedere; insomma quanto bastava per mettere in scena quella prima rappresentazione teatrale e da allora fu chiamato Minack Theatre. Oggi, durante le serate estive, si svolgono rappresentazioni teatrali ma per assistervi dovete prenotare con largo anticipo.
porthcurno

Porthcurno

Minack teatre

Minack teatre

#5 LAND’S END

Siamo arrivati al capolinea più sudoccidentale della Gran Bretagna, dove in passato si credeva che il mondo conosciuto finisse. Questo è uno di quei luoghi che hanno sempre un fascino particolare; in tutto ciò il vento non ci ha mai abbandonato e il panorama attorno a noi era composto principalmente da rocce dalle forme strane e scogliere a picco sul mare, come quasi in tutta la Cornovaglia. A mio modesto parere non è il luogo più bello della Cornovaglia, hanno costruito un parco a tema dedicato esclusivamente per i turisti. Nonostante questo partono diversi sentieri che ti porteranno in luoghi remoti lontano dal caos.
land's end

Land’s end

land's end

Land’s end

#6 ST IVES

Un luogo magico, circondato da una baia i cui colori marini possono far invidia alle Maldive. Noi, per goderci al meglio tutto questo splendore, abbiamo parcheggiato la macchina nella parte alta della città, da cui si possono scorgere i tetti, il porto, la splendida spiaggia di Porthmeor e abbiamo camminato fino ad arrivare in centro dove c’è un susseguirsi di negozi caratteristici, gallerie d’arte ed eleganti locali. In epoca medievale, St Ives era un importante villaggio di pescatori ma si ritiene che la sua fondazione risalga all’età del Bronzo. Nel museo cittadino potete trovare diverse testimonianze sul suo passato. Oggi la pesca ha lasciato spazio al turismo come principale fonte di retribuzione, inoltre è stata aperta la Tate Gallery e il museo di Barbara Hepworth, il che ha portato all’apertura anche di altre gallerie d’arte. Si dice che a St Ives ci siamo le migliori spiagge della Cornovaglia; in effetti ce ne sono ben quattro, facilmente raggiungibili dalla città, e il colore dell’acqua del mare di certo non vi lascerà delusi e confermerà questa diceria.
St Ives

villaggio di St Ives

spiaggia a St Ives

spiaggia di St Ives

#7 WHEAL COATES

Questo posto ha qualcosa di speciale: si tratta di un iconico pozzo minerario che dalla scogliera scende fino al mare ed è accessibile attraverso una grande grotta all’estremità della spiaggia di Chaper Porth durante la bassa marea. La leggenda narra che Wheal Coates sia infestata dai fantasmi dei minatori che vi sono tragicamente morti. Le prime testimonianze del sito minerario di stagno e rame risalgono al 1692 ma fu abbandonato definitivamente nel 1914. L’attività mineraria che si è svolta a Sant’Agnese e dintorni ha plasmato il paesaggio, l’economia e la società del paese. Ciò è ancora oggi evidente nelle rovine delle miniere stesse, nel porto dove il minerale veniva spedito e il carbone ricevuto, così come nelle magnifiche case dei proprietari delle miniere. Da quest’ area, riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità, partono diverse passeggiate che si snodano lungo la costa.
wheal coates

Il miniera di Wheal Coates

wheal coates

Wheal Coates

#8 PORT ISAAC

Port Isaac è stato un attraente villaggio di pescatori fin dall’inizio del XIV secolo. Dal Medioevo fino alla metà del XIX secolo, a Port Isaac venivano gestite grandi importazioni ed esportazioni di carbone, legname, ceramiche e ardesia. Il nome Port Isaac deriva dal cornico Porth Izzick che significa il porto di ‘mais’. Dopo l’avvento delle ferrovie, divenne principalmente un porto di pesca e più volte è stato protagonista di alcune serie televisive, tra cui Doc Martin. Le sue strade strette e tortuose sono fiancheggiate da vecchi cottage bianchi e case con tetti in ardesia che si affacciano sull’oceano e a tenerci compagnia durante la visita, c’erano la brezza marina e il verso dei gabbiani. Il villaggio si trova all’interno di un’area di eccezionale bellezza e ci sono un sacco di passeggiate da poter fare lungo la costa e nell’entroterra.
port isaac

Port Isaac

port isaac

villaggio di Port Isaac

#9 TINTAGEL CASTLE

Una tappa obbligata per chiunque decida di visitare la Cornovaglia, e noi non ce la siamo fatta di certo mancare, è il castello o meglio quel che rimane di Tintagel Castle. È sotto questi torrioni, cortili crollati, lungo questi passaggi segreti e tortuosi che riecheggiano le leggende di Tintagel, dalle romantiche saghe di Re Artù alla magia e stregoneria di Merlino l’incantatore. Il castello di Tintagel era in origine la grande fortezza dei sovrani medievali della Cornovaglia ma il suo legame con la leggenda arturiana è stato forgiato dallo storico e cronista Goffredo di Monmouth, che fu il primo a suggerire all’interno delle pagine della sua opera Historia Regum Britannae che questa imponente fortezza fosse il luogo di nascita di re Artù. Il castello è raggiungibile percorrendo il sentiero dall’abitato di Tintagel ma la cosa che ci ha colpito maggiormente è la sua posizione su uno sperone a picco sul mare, oggi facilmente accessibile tramite un ponte lungo settanta metri aperto solo nel 2019. Tra le tante opere d’arte da ammirare quando si percorre questa affascinante enclave costiera, c’è la scultura in bronzo a grandezza naturale ispirata a Re Artù, al suo codice cavalleresco e al suo nobile passato. Sempre secondo le leggende tramite una ripida scalinata, e raggiungibile solo con la bassa marea, si trova la grotta dove mago Merlino provava le suoi incantesimi e pozioni. Un luogo dove si respira ancora un’atmosfera di pura magia.
tintagel castle

Tintagel castle

tintagel castle

Tintagel castle

#10 CORNISH PASTY

Come ultima cosa, invece di un luogo, inserisco un piatto tipico della Cornovaglia, ovvero il Cornish Pasty. Se venite in Cornovaglia non potete lasciare la contea senza aver provato questa delizia che troverete ovunque. Si tratta semplicemente di un fagottino di pasta a forma di mezzaluna, il bordo piegato in una spessa crosta e con ripieno che può essere di carne, patate, cipolle e rutabaga. Questa è la ricetta originale, anche se esistono numerose varianti. Dal 2003 gli è stata riconosciuta, a livello europeo, l’indicazione di origine controllata (IGP). Il Pasty era un semplice alimento per le famiglie, i pescatori, gli agricoltori ma anche per gli uomini e i ragazzi che lavoravano nelle profondità delle miniere di stagno della Cornovaglia. Le loro mogli e le loro madri preparavano amorevolmente questi pasti gustosi e sostanziosi per fornire un giusto e caldo sostentamento a questi uomini durante le estenuanti giornate al buio nelle miniere umide, a cui non era possibile riemergere neanche all’ora di pranzo. La spessa crosta serviva come mezzo per tenere il pasty con le mani sporche senza contaminare il pasto.

cornish pasty

                                                   Cornish Pasty

LOGISTICA

COME ARRIVARE
  • dall’Italia prendere un volo per Londra o Bristol poi la soluzione più conveniente è quella di noleggiare una macchina con cui spostarsi liberamente tra i vari luoghi. Percorrete l’autostrada M4 da Londra poi l’M5 fino a Exeter (o prendete l’M3 e l’A303 attraverso Salisbury Plain) e infine l’A30, che è per lo più a doppia corsia, o l’A38 attraverso Plymouth e Saltash fino a South East Cornwall. In alternativa, se si entra in Cornovaglia da North Devon, c’è la panoramica Atlantic Highway A39 attraverso Bude, che si può raggiungere dallo svincolo 27 sulla M5.

  • Puoi raggiungere la Cornovaglia tramite un volo interno da Londra Gatwick o Manchester fino all’aeroporto di Newquay.

  • Con i mezzi pubblici, puoi usare sia il treno che il bus e il percorso da Londra ci impiega circa 7/8 ore

  • Tramite ferry puoi raggiungere la Cornovaglia, Plymouth è il porto più vicino collegata dalla città francese di Roscoff o Santander in Spagna.
  • Per spostarsi all’interno della Conovaglia con i mezzi pubblici consultate il sito dei bus locali oppure Cornwall Maps

TOUR ORGANIZZATI

Se non vuoi visitare autonomamente la contea puoi pensare di appoggiarti a qualche tour organizzato senza aver il pensiero di guidare o spostarti con i mezzi pubblici.

QUANDO ANDARE
Consiglio di andare nei mesi estivi, non è così scontato trovare delle giornate solari. La zona è molto ventosa. Da luglio a inizio settembre, durante il periodo delle vacanze estive nelle scuole, conviene prenotare con molto anticipo.
TEMPO
Cerca di dedicare almeno 3 giorni alla scoperta della Cornovaglia.

post a comment